- Una scheda deve fare due lavori: farsi trovare dall'algoritmo e convincere chi la apre in pochi secondi.
- Il titolo ora è molto più corto: le informazioni chiave vanno davanti, i dettagli negli altri campi.
- Le immagini vendono più del testo, soprattutto su mobile: vanno progettate come una sequenza.
- Ogni modifica va misurata con un prima e un dopo, cambiando una cosa alla volta.
Una scheda prodotto Amazon può perdere vendite in due punti: quando non compare nelle ricerche giuste, o quando compare ma chi la apre non si convince. Spesso il problema è in entrambi. Qui trovi come lavorare su ogni elemento della scheda, cosa cambia con le ultime regole sui titoli e come capire se le modifiche funzionano.
Prima di scrivere: parole chiave e dubbi del cliente
Una buona scheda parte da due elenchi, non da una pagina bianca.
- Le parole che le persone cercano: termini principali, sinonimi, usi, misure, materiali. Si ricavano dalla barra di ricerca di Amazon, dai report di ricerca delle campagne pubblicitarie e dagli strumenti di analisi di Brand Analytics.
- I dubbi che bloccano l’acquisto: si trovano nelle recensioni (tue e dei concorrenti), nelle domande dei clienti e nei motivi di reso. Se tre recensioni su dieci dicono che la taglia veste piccola, la scheda deve dirlo prima che lo scopra il cliente.
Con questi due elenchi si decide cosa va nel titolo, cosa nei bullet, cosa nelle immagini. Senza, si scrive a sensazione.
Il titolo: corto, chiaro, con le informazioni giuste davanti
Da luglio 2026 Amazon ha introdotto un limite di 75 caratteri, spazi inclusi, per i titoli della maggior parte delle categorie (i prodotti media sono esclusi), insieme a un nuovo campo, Item Highlights, che aggiunge fino a 125 caratteri ricercabili per materiali, usi e dettagli di confronto. Amazon può riscrivere i titoli che superano il limite usando suggerimenti generati dall’AI. La copertura per ogni marketplace conviene verificarla in Seller Central o Vendor Central, ma la direzione è chiara: niente più titoli da 200 caratteri pieni di parole chiave.
Un titolo efficiente segue di solito questo ordine:
- marca;
- cosa è il prodotto, con la parola che le persone cercano davvero;
- la caratteristica che lo distingue (materiale, formato, uso principale);
- misura, quantità o colore, se servono per scegliere.
Usa i numeri in cifre e le unità abbreviate (cm, ml, kg). Togli aggettivi promozionali come “migliore” o “top”, che Amazon non ammette e che il cliente ignora. Quello che non sta nel titolo va in Item Highlights e nei bullet, non va perso.
Bullet point e descrizione
I bullet sono la parte più letta dopo le immagini. Ognuno dovrebbe rispondere a una domanda precisa del cliente. Una struttura che funziona in molte categorie:
- il beneficio principale, cioè perché comprarlo;
- come si usa o in quali situazioni;
- materiali, ingredienti o specifiche tecniche;
- misure, compatibilità o contenuto della confezione;
- il dubbio più frequente risolto (lavaggio, durata, garanzia, cosa non fa).
Apri ogni bullet con due o tre parole in evidenza che riassumono il punto, poi spiega in una o due frasi. Inserisci le parole chiave dove servono, in modo naturale. Un bullet scritto per l’algoritmo e illeggibile per le persone perde più di quanto guadagna.
La descrizione è meno visibile, soprattutto se il prodotto ha contenuti A+, che la sostituiscono nella pagina. Va comunque compilata con cura: è testo indicizzato e viene letto anche dagli assistenti AI di Amazon.
Search terms nascosti e attributi
Il campo dei termini di ricerca nel backend accoglie le parole che non trovano posto nel testo visibile: sinonimi, varianti ortografiche, termini in altre lingue usati nel paese, usi secondari. Il limite è in byte (Amazon indica circa 250 byte), quindi niente ripetizioni, niente virgole superflue, niente marchi di concorrenti, che sono vietati.
Gli attributi sono spesso trascurati: materiale, colore, taglia, fascia d’età, uso consigliato, certificazioni. Alimentano i filtri laterali della ricerca e le risposte degli assistenti AI. Un prodotto senza l’attributo “senza glutine” compilato sparisce quando il cliente filtra per quella caratteristica, anche se lo dice nei bullet. Ne parliamo più a fondo nella guida su ottimizzazione per Rufus e la ricerca AI.
Immagini e video
Su mobile il cliente vede prima le immagini e solo dopo, forse, il testo. Le immagini vanno pensate come una sequenza che racconta il prodotto.
| Posizione | Ruolo | Cosa evitare |
|---|---|---|
| Principale | Prodotto su sfondo bianco, ben illuminato, che riempie l’inquadratura | Testi, loghi aggiunti, accessori non inclusi |
| 2 e 3 | Benefici principali con poche parole leggibili su telefono | Paragrafi interi in caratteri piccoli |
| 4 | Misure e dimensioni con un riferimento reale | Solo numeri senza contesto |
| 5 e 6 | Lifestyle: il prodotto in uso, nel contesto giusto | Foto stock generiche |
| 7 e oltre | Dettagli, materiali, confezione, confronto con la gamma | Ripetere le stesse informazioni |
Un video breve che mostra il prodotto in uso risolve dubbi che le foto non chiariscono, come la consistenza di una crema o il montaggio di un mobile. Non serve una produzione costosa: serve chiarezza. Se vuoi un’idea di come impostiamo questo lavoro, trovi esempi nel nostro Creative Studio per schede e contenuti.
Varianti
Le varianti raggruppano taglie, colori o formati sotto una sola pagina. Fatte bene, concentrano recensioni e storico di vendita. Fatte male, creano confusione o vengono separate da Amazon.
- Raggruppa solo prodotti che differiscono per le dimensioni di variante previste dalla categoria.
- Non unire prodotti diversi solo per sommare le recensioni: è vietato e rischioso.
- Controlla che immagini e titoli di ogni figlio siano coerenti con la variante.
- Verifica periodicamente che la famiglia non si sia spezzata dopo modifiche al catalogo.
Come testare le modifiche
Ottimizzare una scheda non è un lavoro che si fa una volta. Serve un metodo per capire cosa funziona.
- Scatta una foto del prima: sessioni, tasso di conversione, posizionamento sulle parole chiave principali, nelle quattro settimane precedenti.
- Cambia una cosa alla volta: immagine principale, titolo o bullet. Se cambi tutto, non sai cosa ha funzionato.
- Usa gli esperimenti di Amazon quando il brand è registrato: lo strumento Gestisci i tuoi esperimenti permette test A/B su titolo, immagine principale, bullet e A+, se il prodotto ha traffico sufficiente.
- Confronta periodi simili, tenendo conto di promozioni, stagionalità e cambi di prezzo.
Esempio: se la conversione passa dal 10% al 12% dopo il cambio dell’immagine principale, a parità di prezzo e traffico, su 1.000 sessioni al mese sono 20 ordini in più senza un euro di pubblicità aggiuntiva. È il motivo per cui la scheda va curata prima di spingere il budget.
Da dove partire
Prendi i tre prodotti che fanno più fatturato. Controlla che i titoli rispettino il nuovo limite e scrivi i loro Item Highlights prima che lo faccia Amazon al posto tuo. Poi apri ogni scheda dal telefono e guarda solo le prime tre immagini: se non capisci in cinque secondi cosa compri e perché, il lavoro da fare è lì.
Domande frequenti
Quanto deve essere lungo il titolo di un prodotto su Amazon?
Dal luglio 2026 Amazon ha fissato un limite di 75 caratteri, spazi inclusi, per la maggior parte delle categorie, esclusi i prodotti media. Le informazioni aggiuntive vanno nel nuovo campo Item Highlights e nei bullet. Conviene verificare in Seller Central o Vendor Central le regole della propria categoria e del proprio marketplace.
Le parole chiave nei search terms nascosti servono ancora?
Sì, per sinonimi, varianti ortografiche e termini che non stanno bene nel testo visibile. Vanno inserite senza ripetizioni e senza marchi di terzi, rispettando il limite in byte. Non sostituiscono però un titolo e dei bullet scritti bene.
Ogni quanto conviene aggiornare una scheda prodotto?
Una revisione completa ogni qualche mese è ragionevole, oltre agli interventi mirati quando cambiano recensioni, resi o concorrenza. Ogni modifica importante va misurata confrontando conversione e posizionamento prima e dopo. Cambiare troppo spesso rende impossibile capire cosa funziona.